Giovedì, 08 Settembre 2016 20:22

Ultimo regalo di Roberto Iannilli: Smisurata Preghiera (Relazione Originale)

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A volte il destino crudele ci mette difronte a delle cose che l'umana ragione a spesso non riesce a comprendere... Sono pochi mesi che Roberto non é più con noi fisicamente ma continua ad accompagnare noi alpinisti con i suoi stupendi capolavori sul Gran Sasso e non solo. 
L'ultima sua opera,Smisurata Preghiera" disegnata insieme a Luca D'Andrea sulla roccia dell'anticima Nord alla vetta Orientale, e' stata dedicata al buon Pino Sabbatini poco tempo dopo che anche lui se n'era andato.

Tutto quello che leggerete di seguito e' totalmente frutto del lavoro di Roberto e Luca. Ringrazio Patrizia per avermi dato il permesso a pubblicare questa preziosa relazione e ad Alberto Graia per aver fatto da intermediario.

I "puntini rossi" che sia Luca che io avevamo visto e sognato la sera prima della scalata, mentre bivaccavamo sotto la punta.
C' è chi dice che ormai tutto si è scalato al Gran Sasso, che le vie nuove sono forzature, esercizi di autocelebrazione. E' vero, ma l' alpinista con l' occhio attento e l' immaginazione che viaggia a pari passo con la creatività, può scoprire angoli dimenticati che riservano emozioni ritrovabili soltanto su pareti lontane ed inesplorate.
"Smisurata preghiera" non è una via estrema, non è la più difficile o pericolosa che io abbia scalato al GS, ma è un' emozione che ancora oggi mi smuove dentro al pensiero. Trovarsi alla base di una pagina bianca da disegnare, segnata soltanto dalle tracce temporali che hanno scavato la roccia e indirizzano l' alpinista, è per chi ama l' alpinismo la chiave, la sezione aurea, il top...
Sono davvero un uomo fortunato, ho tutto, ho avuto la possibilità di disegnare la mia fila di "puntini rossi" su pareti mai scalate da altri.   (Roberto Iannilli) 

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Anticima Nord alla Vetta Orientale del Corno Grande, parete sud-sud-ovest  e cresta est-sud-est

Via “Smisurata preghiera” (dedicata a Pino Sabbatini): Roberto Iannilli & Luca D’ Andrea (a comando alterno), il 2 settembre 2015 (tempo primi salitori 4 ore).

La via sale prima la parete rivolta verso la via Jannetta (comunemente denominata Canale Jannetta) e giunge in cima ad una punta senza nome ben individuabile lungo la cresta est-sud-est della parete nord-est dell’ Anticima nord della Vetta Orientale. Quindi prosegue sul filo della cresta per una serie di salti (percorsa lateralmente dalla via Enorme testa di ghisa). Proponiamo di chiamare questa cima Punta Pino Sabbatini.

Via impegnativa soltanto nelle lunghezze di corda che portano alla vetta della punta, dove la roccia è ottima. Salita con l’esclusivo uso di protezioni veloci (dadi e friend) . Usati tre/quattro chiodi per le soste (lasciati). Sviluppo 400 m., difficoltà complessiva ED- (passi fino al VI+). Roccia ottima nelle difficoltà, abbastanza buona nel resto della via (attenzione alle pietre appoggiate lungo la cresta). Per ripeterla occorre una serie di friend dal numero 0,5 al 3 (serie Camalot), una mazzetta di nut e qualche chiodo per precauzione.

 

01 Primo Tiro Luca

(Luca sul Primo Tiro)

02 terzo Tiro Luca

(Luca sul Secondo Tiro)

 

L’ attacco si raggiunge scendendo il Canale Jannetta (tenersi a sinistra faccia a valle. III, passi fino al IV-; delicato ed esposto.). Giunti all’ altezza del crollo del 2006 sul IV Pilastro, traversare per cenge inclinate e pendii sassosi in direzione della cresta est-sud-est e dell’ evidente punta caratterizzata da un nettissimo spigolo ed una liscia placca fessurata rivolta ad est. Alla base della parete sud-sud-ovest della punta (si affaccia sul canale) si nota una breve rampa in parte erbosa che taglia in direzione della base dello spigolo.

 

  • Salire la rampa fin dove diventa piana, senza raggiungere lo spigolo. (20 m. Sosta con chiodo lasciato con cordino di riferimento)

  1. Superare la placca articolata sopra la sosta fin dove inizia a strapiombare. Obliquare verso destra su roccia compatta fin sotto una sporgenza di forma triangolare. Salire la sporgenza e raggiungere una nicchia con sopra un masso incastrato in una fessura. Superare il masso e raggiungere una seconda nicchia, con a sinistra una fessura leggermente aggettante e sostare (25 m.: VI; dadi e friend. Sosta con chiodo e dado)

  2. Salire la fessura e proseguire decisamente in obliquo a sinistra per fessura. Al suo termine (o poco prima) abbandonarla e scalare una fessura rovescia leggermente strapiombante e striata di licheno rosso. Raggiungere sulla destra un comodo terrazzo e sostare. (35/40 m.: V+, tratto di VI e VI+; dadi e friend. Sosta con friend)

  3. Proseguire per una fessura dapprima verticale e stretta, poi obliqua verso sinistra e larga, fino ad incontrare un diedro poco accennato e verticale, che termina in cima alla punta. (35 m.: V; friend. Sosta con chiodo – cordino lasciato - e dadi)

  • Scendere nella selletta che divide la punta dal resto della cresta e procedere per questa ultima. I primi 10 metri si superano prima leggermente a sinistra e quindi appena a destra, il resto mantenendosi sul filo della cresta, fino ad uscire in vetta all’ Anticima, in corrispondenza dell’ ometto di pietra che segna il punto di imbocco per la discesa del Canale Jannetta. (Circa 300 m.: III, passi di IV e V, due cordini lasciati per riferimento. Soste da attrezzare a dadi e friend)


      03 Vetta punta senza nome

      04

      06

 

"Il 2 settembre Luca D'Andrea ed io, a comando alterno, abbiamo salito la punta senza nome e il resto della cresta, mantenendoci sempre sul filo. 
Circa 400 metri con i primi tiri belli ed atletici e quindi un piacevole susseguirsi di salti con passi di IV e V. Le difficoltà sono concentrate sulla prima parte, con difficoltà tra il VI e il VI+.
Non sono stati usati chiodi lungo i tiri ed i tre usati alle soste sono stati lasciati. 
E' nostra intenzione di proporre un nome per la punta: Punta Pino Sabbatini."  (Roberto "Jann Hill" Iannilli)

Letto 1078 volte Ultima modifica il Giovedì, 08 Settembre 2016 21:02
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